Comune di Segrate




Spazio banner



Nel Medioevo

SEGRATE: CENTRO DI VITA CIVILE E RELIGIOSA NEL MEDIOEVO

Quando si apre quel periodo storico chiamato Medioevo, che convenzionalmente è compreso fra la caduta dell’Impero Romano e la scoperta dell’America, Segrate doveva presentarsi come un importante punto di riferimento e di vita civile per molti dei paesi vicini. E lo dimostra il fatto che, intorno al V-VI secolo, divenne anche sede di una Pieve che può essere considerata fra le più antiche delle Diocesi di Milano. La Pieve era intitolata a Santo Stefano, una dedicazione che ci è molto utile per risolvere alcuni problemi di carattere cronologico.

Ma procediamo con ordine e vediamo di chiarire in primo luogo che cos’è una Pieve. Il termine deriva dalla parola latina plebs, che in un primo tempo fu utilizzata per indicare la comunità dei battezzati, e successivamente l’istituto unitario che ne derivava. Nel medioevo (e questo è il dato che più ci interessa), in una zona della penisola comprendente l’Italia settentrionale e parte della centrale, per Pieve si intendeva in particolare la chiesa battesimale matrice di tutte le altre chiese minori. Si spiega così la frequente presenza di questo termine nei toponimi di alcune città come Pieve Ligure, Pieve di Cadore, Pieve d’Alpago, per non parlare poi dei centri vicini a Segrate come Pieve Emanuele.

Le Pievi si diffusero a partire dei primi anni del secolo V, contemporaneamente al sempre maggiore affermarsi della religione cristiana nelle campagne. In questo modo le popolazioni potevano disporre di un centro, più vicino di Milano, dove recarsi per ricevere i sacramenti ed in particolare il Battesimo, che veniva amministrato nel Battistero contiguo alla Chiesa. Le Pievi si svilupparono presso quei centri abitati che avevano già assunto una certa importanza, in quanto si esercitavano i diritti di amministrazione giudiziaria e di mercato , o perché erano sede, a seconda dei casi, di distretti amministrativi, stazioni di posta, insediamenti di carattere agricolo. Si può desumere che proprio quest’ultimo fosse il caso di Segrate, dove sorse la Chiesa Pievana dedicata a Santo Stefano, probabilmente nello stesso luogo in cui si trova attualmente l’omonima Chiesa.

Abbiamo detto che Segrate divenne centro di una Pieve intorno al V-VI secolo, un’ipotesi che è impossibile sostenere facendo riferimento al periodo in cui ebbero maggiore diffusione le dedicazioni a Santo Stefano. Nel milanese, i primi santi venerati furono San Vittore, San Felice e San Nabore. Quando cominciò la diffusione delle Pievi, avvenuta inizialmente nelle zone periferiche della Diocesi da dove era più difficile raggiungere la città episcopale, furono quindi questi i santi oggetto di dedicazioni. Ed infatti le Pievi medioevali della Diocesi di Milano, intitolate a San Vittore, si trovavano in località (come Cannobbio, Varese, ecc) lontane dal capoluogo lombardo.

Successivamente, tra il V ed il VI secolo, sorsero in località più vicine a Milano, le Pievi dedicate ai Santissimi Gervaso e Protaso, a Sant’Eufemia ed a Santo Stefano. Il culto di quest’ultimo si era infatti particolarmente diffuso in questo periodo, dopo il ritrovamento delle reliquie, ed infatti nella sola Diocesi di Milano gli furono dedicate ben 13 Pievi. Sempre nel secolo VI sorsero le Pievi dedicate a San Vincenzo e San Lorenzo. Infine, dopo l’invasione longobarda avvenuta nella seconda metà del sesto secolo, le Pievi furono dedicate ai santi che erano particolarmente venerati presso questo popolo, e cioè San Michele, Santa Maria, San Giorgio, San Giovanni Evangelista, San Pietro e San Giovanni Battista.

Come abbiamo detto sopra la Pieve era la Chiesa matrice di altre che vi facevano riferimento. Sulla base di un documento, risalente alla fine del secolo XIII, è stato possibile per gli studiosi definire l’estensione geografica delle antiche Pievi della Diocesi di Milano, indicando anche le località minori che gravitano intorno al Centro Pievano. Si tratta del Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, redatto da un certo Goffredo da Bussero che provvide fra l’altro a trascrivere il nome del Santo titolare delle varie località della Diocesi.

Nel documento Segrate risulta come una Pieve abbastanza estesa, comprendente le località di Calvairate, Campolungo, Castagnedo, Cassignanica, Cavriano, Cimiano, Corte Regina, Pantigliate, Pioltello, Rovagnasco, San Bovio, Tregarezzo, Turro e Vigliano. Secondo le indicazioni di Goffredo da Bussero, a Segrate si trovavano, oltre a quella di Santo Stefano, altre due Chiese una l’una a Sant’Agata e l’altra a San Giovanni Apostolo. Per le altre località che attualmente fanno parte del comune di Segrate, l’autore del documento indicava i seguenti santi, ai quali erano dedicati chiese ed altari: Santa Maria per Novegro; San Silvestro e San Silvestro e San Vittore per Rovagnasco, San Michele per Tregarezzo.

Come si può notare il liber notitiae non menziona, a proposito della Pieve di Segrate, San Felice e Redecesio. Per quanto riguarda San Felice, i documenti che parlano di una chiesa e di una cascina che portano questo nome risalgono soltanto al secolo XVI. Per essere più precisi questo piccolissimo centro viene indicato nelle testimonianze del 1500 come Pilastrello di San Felice, ed era situato ad una distanza di due miglia dal centro Pievano. Redecesio ha invece vissuto dal punto di vista religioso (come da quello civile) delle vicissitudini particolari, distinte da quelle di Segrate. L’attuale frazione di Segrate aveva infatti una distinta Prepositura che ad un certo momento fu attribuita ad un laico, un certo Conte Balbiano. Alla sua morte, avvenuta nella prima metà del secolo XVI, la Prepositura fu unita dal Pontefice Pio IV al Seminario arcivescovile di Milano.
 

Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2011 < Indietro

 

Footer
Ente CertificaotPalazzo Comunale: via 1° Maggio | 20090 Segrate | Codice Fiscale 83503670156 | Partita IVA 01703890150
Tel. +39.02.269.021 | Fax 02.213.375 | Posta Elettronica Certificata: segrate@postemailcertificata.it